Tecniche
Come si pesca a spinfly, e perché funziona dove le altre tecniche si fermano

Lo spinfly è una tecnica di pesca che usa ninfe e streamer zavorrati in tungsteno, da 0,8 a 3 grammi, manovrati con attrezzatura da spinning ultraleggero. Non con la coda di topo: con canna, mulinello e filo da spinning.
Detta così sembra un ibrido, e in un certo senso lo è. Prende da una tecnica la credibilità dell'imitazione, dall'altra la precisione del lancio, e serve a coprire l'acqua che né lo spinning classico né la mosca riescono a coprire.
È una tecnica giovane. Ha cominciato a prendere piede una quindicina di anni fa, e in Italia fino a cinque o sei anni fa la conoscevano in pochi. Michele Marmentini l'ha adottata e imparata, e da lì è nato il resto.
Il problema che risolve
C'è una fascia d'acqua che nessuna delle due tecniche classiche riesce a lavorare bene.
Torrenti stretti, con la vegetazione che chiude sopra la testa e pozze raggiungibili solo da sotto. Lì non c'è modo di lanciare una coda di topo: non c'è spazio per il braccio, non c'è spazio dietro, e spesso non c'è nemmeno spazio davanti.
Allo stesso tempo l'acqua è troppo poca e troppo trasparente perché un artificiale da spinning convenzionale risulti credibile. Uno spoon da tre grammi in una pozza profonda mezzo metro fa rumore e basta.
Lo spinfly sta esattamente in mezzo: un'imitazione che somiglia a qualcosa che il pesce mangia davvero, messa dove serve con la precisione di un lancio a spinning.
Come si conduce
È qui che si sbaglia, ed è il motivo per cui molti provano lo spinfly, non prendono niente e concludono che non funziona.
La ninfa non si recupera: si conduce.
Chi arriva dallo spinning ha in mano un automatismo — lancio, e recupero. Con una ninfa in tungsteno quell'automatismo è esattamente la cosa sbagliata: la fa passare a velocità costante a mezz'acqua, che è dove il pesce non la guarda.
Il lavoro vero è un altro:
- la deriva, cioè lasciare che l'artificiale scenda accompagnato dalla corrente invece che tirato contro
- i recuperi interrotti, brevi, con il filo che resta in contatto
- le pause, che sono la parte che conta di più
Nelle pause l'artificiale scende naturalmente, con il suo assetto, come farebbe qualcosa di vivo che si lascia andare. È quasi sempre lì che il pesce decide. Chi non fa pause non vede mai l'attacco, perché l'attacco non arriva.
E la maggior parte delle abboccate non si vede: si sente. Il contatto con l'artificiale è tutto, e per averlo bisogna tenere il filo teso quel tanto che basta senza tirare.
Con cosa si pesca
Gli artificiali. Ninfe, streamer e imitazioni di insetti terrestri, da 0,5 a 3 grammi. Il tungsteno, dove c'è, serve a concentrare massa in poco volume: si ottiene il peso per lanciare senza ottenere un artificiale grosso — e in acqua bassa e trasparente quella è la differenza fra un rifiuto e un attacco.
Le famiglie sono cinque, e non fanno lo stesso mestiere:
| Famiglia | Peso | Cosa imita, e dove |
|---|---|---|
| D.B.S. | 0,5 g | Insetti terrestri che galleggiano — cavallette, formiche, coleotteri. Superficie, torrenti e riali |
| Nymph | 0,8 – 2 g | Ninfe sul fondo. È la famiglia più ampia, ed è il cuore della tecnica |
| Mop's | 1,2 g | Larve, su amo shrimp. Acqua sporca e pesci apatici |
| Jumping | 1,5 g | A mezz'acqua, con recupero saltellato |
| Streamer | 1,5 – 3 g | Pesce foraggio. Anche in lago e in cava, oltre che in fiume |
Vale la pena fermarsi sulla prima riga, perché smentisce l'idea più diffusa sullo spinfly: non è solo pesca sul fondo. I D.B.S. galleggiano, e servono a lavorare la superficie con attrezzatura da spinning dove la coda di topo non si può lanciare.
Il montaggio cambia con la famiglia, e non è un dettaglio:
- per le ninfe, trecciato molto fine sul mulinello — permette lanci più lunghi — con terminale in fluorocarbon e micro snap, così si cambia esca senza rifare il nodo ogni volta
- per i D.B.S. galleggianti, invece nylon diretto dello 0,12/0,16: il nylon galleggia, il trecciato no, e con un'esca di mezzo grammo in superficie è il filo a decidere se l'imitazione resta dove deve
Le canne sono da spinning ultraleggero, dai 6' ai 7'2". Corte, perché nei torrenti infrascati una canna lunga non si manovra. E soprattutto molto reattive e molto sensibili: servono a manovrare esche leggerissime e a sentire anche le toccate più piccole. Un puntale solid tip aiuta, ma non è obbligatorio — quello che conta è la reattività, non come è fatta la punta.
SpinFlyStyle è nato nel 2018, dall'idea di due amici che avevano cominciato a pescare così. Poi è rimasto Michele Marmentini a portarlo avanti, ed è lui che disegna e costruisce le esche e le canne — nate perché quello che serviva su questi torrenti, in commercio, non c'era.
Come nascono le esche e le canne
Dove rende, e dove no
Rende nei torrenti stretti e infrascati. In Valle Camonica sono i laterali dell'Oglio — Ogliolo, Allione, Poia, Grigna, Resio, Lanico — dove l'acqua è poca, la vegetazione è chiusa e il pesce ha imparato a stare sotto la copertura.
Rende nelle zone no-kill, dove sono ammessi gli artificiali su amo singolo senza ardiglione e dove i pesci hanno taglia e hanno già visto passare di tutto. Un'imitazione credibile lì vale più di un artificiale vistoso.
In lago dipende dall'esca. Streamer e jumping sono versatili e funzionano anche in lago, nei laghetti e nelle cave: sono i più pesanti della gamma e reggono distanze e acqua ferma. Le ninfe leggere no — sono pensate per la corrente, e senza corrente non lavorano.
Nei laghi alpini in quota noi lavoriamo di micro-spoon, da 1,5 a 3 grammi: lì il pesce decide durante la discesa dell'artificiale, su distanze lunghe, e lo spoon fa quel mestiere meglio di qualunque altra cosa.
Spinning e spinfly: che rapporto hanno
Sono parenti, non sinonimi.
Lo spinfly usa l'attrezzatura dello spinning — canna, mulinello, filo — e ne eredita la precisione di lancio. Ma l'artificiale è di derivazione alieutica opposta, e soprattutto la manovra è diversa: nello spinning classico il recupero è l'azione, nello spinfly è la pausa.
Nella pratica, chi accompagniamo passa dall'uno all'altro nella stessa giornata. Sull'Oglio nel fondovalle si lavora di light spinning, da 3 a 7 grammi; quando ci si infila in un laterale stretto, si cambia registro senza cambiare canna.
La teoria è questa. Il resto si impara in acqua.
Se vuoi provarlo, la sessione tecnica è un'uscita costruita sulla tecnica e non sul luogo: si va dove serve per lavorare su presentazione, manovra e lettura del pesce.
Fishing Experience Valle Camonica — Avanzini dal 1950
Via Nazionale 16, 25051 Cedegolo (BS)


