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No-kill: perché rilasciamo tutto, anche dove potremmo tenere

Rilascio di una trota fario dal guadino, tenuto in acqua

Il regolamento del Bacino 10 consente di trattenere fino a 4 salmonidi al giorno, entro i 3 kg complessivi. In sei tratti del bacino il rilascio è invece obbligatorio.

Noi rilasciamo tutto, ovunque, sempre. Non solo dove ce lo impone un cartello.

Non è una posa da brochure e non è una critica a chi porta a casa il pesce nel rispetto della legge. È una scelta pratica, presa guardando queste acque per molte stagioni.

Il conto che ci ha convinti

Una trota fario selvatica dell'Oglio impiega anni ad arrivare alla misura minima di 25 centimetri. Non mesi: anni. In acque fredde, povere di nutrienti e con una stagione di crescita corta, un salmonide cresce lentamente.

Il numero di pesci che un tratto di fiume può sostenere è finito, e dipende da cibo, ossigeno, rifugi e temperatura — non dalla buona volontà di nessuno. Quando togli un pesce adulto da quel tratto, non ne ricompare un altro identico la settimana dopo.

In quota il conto è ancora più severo. Un salmerino alpino di un lago dell'Adamello cresce in un ambiente al limite della vivibilità, e lì non ci sono immissioni a rimediare: quello che togli, manca.

Rimettere in acqua un pesce significa che ci sarà ancora la prossima stagione. Per te, per noi, e per chi arriva dopo.

Come si pratica davvero il no-kill

Rilasciare male è peggio che non rilasciare affatto: il pesce torna in acqua e muore comunque, senza che nessuno lo veda.

L'amo singolo senza ardiglione

Amo singolo, ardiglione assente o schiacciato. Sempre, su ogni artificiale, su ogni uscita.

L'ardiglione serve a impedire che l'amo esca. È esattamente quello che non vuoi quando l'obiettivo è slamare in fretta e con il minimo danno. Un amo barbless esce quasi da solo, spesso senza nemmeno toccare il pesce.

Nelle zone no-kill del Bacino 10 non è una preferenza: è un obbligo di regolamento.

Combattimento corto

Più lungo è il combattimento, più il pesce accumula acido lattico e si esaurisce. Una trota "stanca morta" rilasciata bene può morire ore dopo, lontano dagli occhi di chi l'ha presa.

Attrezzatura adeguata alla taglia e combattimento deciso: si recupera in fretta e si chiude.

Il pesce resta in acqua

La regola più semplice e la più disattesa.

  • Mani bagnate, sempre. Le mani asciutte tolgono il muco protettivo, che è la difesa del pesce contro funghi e infezioni.
  • Mai le dita nelle branchie, mai stringere l'addome.
  • Slamatura in acqua quando è possibile, con pinza.
  • Guadino con rete adatta — a maglie morbide, non a nodi, che rovinano pinne e muco.
  • Se serve una foto, si prepara tutto prima e si tiene il pesce fuori pochi secondi, sopra l'acqua e mai sopra i sassi.

Il rilascio

Si tiene il pesce in acqua, controcorrente, finché non riparte da solo. Non si "lancia" e non si spinge avanti e indietro. Riparte quando è pronto, e lo capisci: si sfila di mano da solo.

Quando è meglio non pescare affatto

Con acqua molto calda e ossigeno basso, il tasso di mortalità post-rilascio sale parecchio. Nelle giornate sbagliate la cosa più etica non è pescare con attenzione: è non pescare.

Quando le condizioni sono quelle, lo diciamo e si sposta la data.

Cosa vediamo nelle zone no-kill

Non è teoria: nel Bacino 10 ci sono sei tratti a rilascio obbligatorio, per un totale di 7.877 metri, e la differenza si vede a occhio nudo.

In quei tratti i pesci ci sono, hanno taglia, e sono molto più difficili da ingannare. Un pesce che ha già visto passare qualche artificiale non perdona una presentazione approssimativa.

È anche il motivo per cui pescarci insegna di più: sono i tratti dove portiamo chi vuole davvero migliorare.

Le sei zone no-kill del Bacino 10

Le altre regole che tutelano il fiume

Il no-kill è una parte di un quadro più ampio, e vale la pena conoscerlo tutto.

Specie protette. Nel Bacino 10 il temolo è a divieto di pesca nell'Oglio prelacuale e negli affluenti. È inoltre vietata la cattura di alborella, barbo canino, cobite comune, cobite mascherato, ghiozzo padano, lasca, lampreda padana, panzarolo, scazzone, pigo, savetta, spinarello e triotto.

Zone a divieto assoluto. Oltre alle zone no-kill esistono le zone di protezione e ripopolamento, dove non si pesca affatto: solo nel comune di Cedegolo sono 423 metri sull'Oglio e 280 sul Poglia.

Niente pastura. Nelle acque di tipo B la pasturazione è vietata in qualsiasi forma, così come l'uso di larve di mosca carnaria e la pesca con il pesce vivo.

Specie alloctone dannose. Per alcune specie non autoctone il regolamento prevede l'opposto del rilascio: non possono essere reimmesse e devono essere soppresse. È una regola di tutela dell'ecosistema, non una contraddizione del no-kill.

Il regolamento completo

Cosa ti chiediamo

Se vieni con noi, la condizione è una sola e la sai prima di partire, non in riva:

Tutte le uscite Fishing Experience si svolgono in catch & release integrale, con amo singolo senza ardiglione. Non si trattiene nulla.

Non è negoziabile, e non facciamo eccezioni: né sul fiume, né sui torrenti, né in quota.

In cambio ti insegniamo a rilasciare bene, che è una competenza vera quanto saper lanciare — e che ti resta per ogni acqua in cui pescherai.

E se vuoi portare a casa il pesce?

Non è una richiesta assurda e non la trattiamo come tale. Semplicemente, non si fa nelle nostre uscite in acqua libera.

Per chi vuole pescare con prelievo abbiamo una destinazione dedicata: il laghetto Canneto di Cevo, gestito da Michele Avanzini. Lì il prelievo è previsto e regolamentato, l'ambiente è controllato, ed è anche il posto giusto per una prima uscita con i bambini o per chi vuole solo passare una giornata tranquilla senza le esigenze tecniche di un torrente alpino.

Sono due cose diverse e devono restare separate: il fiume selvatico si rilascia, il laghetto gestito si preleva. È esattamente perché esiste la seconda opzione che sulla prima possiamo permetterci di non transigere.

Pesca al laghetto Canneto di Cevo

Domande frequenti

Il no-kill è obbligatorio in Valle Camonica?

Solo in sei tratti del Bacino 10, per un totale di 7.877 metri. Nel resto delle acque il regolamento consente di trattenere fino a 4 salmonidi al giorno entro i 3 kg complessivi. Le uscite Fishing Experience sono comunque sempre in catch & release integrale, ovunque.

Perché si usano ami senza ardiglione?

Perché escono quasi da soli, riducono il danno al pesce e permettono una slamatura rapida. Nelle zone no-kill del Bacino 10 sono un obbligo di regolamento.

Come si rilascia correttamente una trota?

Mani bagnate, mai le dita nelle branchie, slamatura in acqua con pinza quando possibile, guadino a maglie morbide. Poi si tiene il pesce controcorrente finché non riparte da solo. Se serve una foto, si prepara tutto prima e si tiene il pesce fuori pochi secondi.

Il pesce rilasciato sopravvive davvero?

Se il rilascio è fatto bene, nella grande maggioranza dei casi sì. I fattori che contano di più sono la durata del combattimento, il tipo di amo e il tempo fuori dall'acqua. Con acqua molto calda e poco ossigeno la mortalità sale: in quelle condizioni è meglio non pescare.

Posso venire se voglio tenere il pesce?

Non nelle uscite in acqua libera: il catch & release integrale è la condizione per partecipare, e te lo diciamo prima di prenotare. Se vuoi pescare con prelievo organizziamo uscite al laghetto Canneto di Cevo, gestito da Michele Avanzini, dove il prelievo è previsto e regolamentato.

Perché alcune specie invece vanno soppresse?

Per le specie alloctone dannose il regolamento vieta la reimmissione e ne impone la soppressione, a tutela dell'ecosistema. È una misura di conservazione, non una contraddizione del principio no-kill.

Il pesce che rimetti in acqua è quello che ci sarà l'anno prossimo.

Fishing Experience Valle Camonica — Avanzini dal 1950
Via Nazionale 16, 25051 Cedegolo (BS) · +39 345 9072749

Prima di partireLicenza e regolamento23 €, misure minime e le sei zone no-killScopriCon prelievoLaghetto CannetoA Cevo, dove il pesce si porta a casaScopriEsperienzeLe escursioniQuattro formati, dal fondovalle ai laghi di quotaScopri