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Normativa

Il temolo in Valle Camonica non si pesca, in nessun periodo dell'anno

Un temolo con la caratteristica pinna dorsale a vela e il divieto di pesca

Capita di leggerlo ancora, anche su siti che vendono uscite: fario e temolo, come se fossero due specie target intercambiabili.

In Valle Camonica non lo sono. Il temolo è specie protetta, e per lui non esiste una stagione: il divieto vale tutti i giorni dell'anno.

Le regole complete, licenza compresa

Cosa dice esattamente il prontuario

Il documento di Regione Lombardia per il Bacino 10 lo scrive in due punti diversi, e in nessuno dei due lascia margini.

Nella tabella delle misure minime, dove per ogni altra specie c'è un numero in centimetri, alla riga del temolo c'è scritto «divieto di pesca».

Nel capitolo sulla fauna ittica protetta è ancora più esplicito: nel fiume Oglio prelacuale e nei suoi affluenti, fino alla foce nel Sebino, è vietata la cattura della specie temolo.

Prelacuale vuol dire tutto l'Oglio a monte del lago d'Iseo. Cioè tutta la Valle Camonica, torrenti laterali compresi.

E se lo allamo per sbaglio?

Succede, ed è la domanda giusta da farsi. Un temolo può prendere una ninfa pensata per una fario, e nessuno se lo aspetta finché non lo vede in guadino.

Va rimesso in acqua subito, con la massima cura. È lo stesso principio che il prontuario applica agli esemplari sotto misura: liberazione immediata, senza arrecare danno.

In pratica vuol dire tre cose che valgono per qualsiasi rilascio:

  • mani bagnate, o meglio ancora niente mani: si slama nel guadino, in acqua
  • fuori dall'acqua il meno possibile — se serve una foto, si prepara prima e si fa in pochi secondi
  • si rimette controcorrente, tenendolo finché non riparte da solo

Con l'amo singolo senza ardiglione questa operazione dura pochi secondi. È il motivo pratico per cui lo usiamo ovunque, non solo dove è obbligatorio.

Perché rilasciamo tutto

Come si riconosce

Il temolo non somiglia a una trota, una volta che lo hai visto. Il segno che non lascia dubbi è la pinna dorsale: alta, lunga, a vela, molto più grande di quella di qualsiasi salmonide della valle. Il corpo è argenteo, più freddo di tono rispetto alle livree brune e dorate delle fario.

Se hai un dubbio in riva, il criterio è semplice: nel dubbio si rilascia. Non c'è nessuna situazione in cui trattenere un pesce non identificato con certezza sia la scelta giusta.

Perché ne parliamo

Perché è il tipo di errore che si copia. Un sito lo scrive, un altro lo riprende, e dopo tre passaggi il temolo è diventato una specie che si va a cercare in Valle Camonica.

Chi arriva convinto di poterlo pescare rischia una sanzione per una cosa che credeva normale. E il pesce che nel frattempo qualcuno ha trattenuto in buona fede non torna indietro.

Della sua presenza si può parlare — c'è, ed è una buona notizia per il fiume. Della sua pesca no.

Cosa si pesca, allora

Sull'Oglio e sui torrenti laterali la specie di riferimento è la trota fario, con misura minima di 25 centimetri nel Bacino 10. In quota, nei laghi del Parco dell'Adamello, c'è il salmerino alpino, misura minima 22 centimetri.

Sono due pesci diversi in due ambienti diversi, ed è già abbastanza per costruirci una stagione intera.

Le uscite sul fiume e sui torrenti

Se hai un dubbio su una specie, chiedi prima di partire

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